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Unione Suonatori di Base: Musica raccontata


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Il gruppo Unione Suonatori di Base nasce a Roccabernarda, un paese della Calabria, ed è molto apprezzato per la sua musica con lo sguardo verso molteplici generi. L’ultimo album ‘Sintetico a Priori’ è un mix di folk, rock, roots e reggae. In questa intervista il gruppo racconta le novità e l’importanza della musica.
Com’è nato il gruppo Unione Suonatori di Base e perché avete scelto questo nome?
Il gruppo nasce agli inizi del 2013, nei locali dell’Arci Paganìa di Roccabernarda (kr). Inizialmente,(nel 2012) il nome era “Triddrò trio”. Triddrò, in Rocchisano significa ‘caciara’, confusione.
Col passare del tempo, il gruppo ha cambiato nome poiché spesso era soggetto al cambiamento di musicisti: nonostante ci fosse sempre un nucleo fisso, si alternavano sempre altri “suonatori” che “parlavano” il nostro stesso “dialetto musicale”. E, dunque, il gruppo è mutato da trio in un nucleo mutante di suonatori i quali costantemente si sono adattati ai cambiamenti, nonostante restasse fissa una base.
In questo senso consiste il significato del nostro nome anche se abbiamo approfittato del nome di un sindacato da noi apprezzato quale l’Unione Sindacale di Base.
Quali artisti ascoltate? Ascoltarli vi aiuta nella composizione della vostra musica?
Sono tanti gli artisti ascoltati e che rappresentano il ruolo di nostri ispiratori. Di sicuro, almeno per Fabio che ha scritto molti brani della produzione USB, sono stati importanti artisti come BATTIATO, CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL e BOB MARLEY. Ma se questi rappresentano il background classico e principale, di certo non si possono non citare tante altre ispirazioni: JOY DIVISION, CCCP/CSI, RAMONES, 24 GRANA, 99 POSSE, AFRICA UNITE e tantissima altra roba.
Anche le musiche tradizionali di tutto il mondo incidono: tutta la tradizione “dionisiaca” mediterranea, italiana, mediorientale. Tutta la tradizione africana, afro-cubana, e ovviamente tutte le derivazioni quali il BLUES, IL JAZZ. TUTTO. E per tutto intendiamo anche la musica classica: la melodia di VERDI, i vertici inarrivabili di BEETHOVEN, MOZART. Sembrano esagerazioni, eppure sono tutte citazioni fondamentali le quali influenzano non solo la nostra musica ma le nostre vite.
Con chi vi piacerebbe fare un featuring?
Con chi incontriamo spontaneamente sul nostro cammino: ultimamente abbiamo fatto un brano pseudo TRAP (che ci piace definire “STRAPSCIX” ossia un mix tra TRAP e STRASCIX che è la nostra prassi filosofico-musicale che ci ha consentito di fare piccoli passi anche quando non c’erano le condizioni ideali: STRASCIX è fare quello che si può, quando si può, dove si può, finche si può, con chi si può) insieme al poeta calabrese (ma che vive in Germania) Vincenzo Pollinzi. Il brano si chiama FIGLIO DEL MIO TEMPO e tratta di come tutti noi, a partire dagli adolescenti ci rapportiamo all’esistente anche e soprattutto attraverso i social dove c’è “Instagram incollato dalle dita al culo, e c’è pure WhatsApp e Facebook”. La musica è stata elaborata da Nello Chinni (il nostro grande percussionista, “paddista”, organizzatore, ordinatore, motore “immobile”, videomaker) e Fabio Bernardi. con interessanti balzi musicali al basso di Armando Costa e aiuti artistici ed ironici di Leonardo Rosa.

 

Nell’ultimo album ‘Sintetico a Priori’ spiccano i due brani in stile reggae. Parlatene
I brani prettamente roots-reggae sono: “GENTE” e “AGAINST”. Il primo brano è datato. la sua ideazione risale almeno a 15 anni fa e si rifà alle lotte sociali e politiche alle quali siamo legati storicamente. Proveniamo dal movimento POSSE, forse l’unico movimento che nel Sud Italia è arrivato con sincronia: l’espansione del movimento negli anni ’90 è stata immediata. Per fortuna abbiamo vissuto il movimento senza diacronia.
GENTE parla di…gente, di uomini e donne anonimi, quotidiani, parla della voglia di riscatto: ciò che effettivamente ancora oggi la gente comune ricerca. Ma oggi manca un ideale al quale aggrapparsi. E per aggrapparsi ad un ideale bisogna ancorarsi alle organizzazioni degli uomini ed alla conseguente solidarietà sociale. In mancanza di questo oggi si sfocia nel populismo dell’uomo forte che può salvarci e nella ricerca dei capri espiatori: cioè di chi non ha colpe ma essendo il più debole viene caricato di tutte le responsabilità. Nonostante tutto questa gente “incessante, costantemente, si barrica, resiste e si difende”.
 AGAINST  è un brano più recente ma ancorato alle stesse tematiche di GENTE, la differenza dei contenuti consiste nel fatto che AGAIST è più analitico e programmatico: “we dream a world without brutality, with science and technology” per fare questo crediamo in valori sociali che si fondano non sulle dicotomie razziali “aganist racism”, né su dicotomie istintive “aganist fascism”, né sulla supremazia di classe “against capitalism”. Sono temi, oggi, minoritari ma noi non possiamo essere indifferenti a ciò. Se ci chiedete dove ci posizioniamo, rispondiamo senza problemi.
Siete al lavoro su nuovi progetti o adesso vi state dedicando al tour di presentazione del disco?
Entrambi: stiamo già lavorando a due nuovi progetti: uno propriamente reggaeroots da elaborare artisticamente anche con ANDREA della RISINGTIME LABEL e uno che lo definiamo di genere reggae “progressivo” il quale a partire da sonorità reggae si inoltra verso il rock, il pop, il punk. Quest’ultimo lavoro è stato progettato circa tredici anni fa insieme ad altri musicisti i quali oggi suonano con altri gruppi ma con i quali ci siamo riproposti di collaborare per produrre le tracce. Ci riferiamo soprattutto a Giuseppe Romano Aiello chitarrista bomber dei fratelli della STATALE 107 BIS.
Dov’ è possibile ascoltare o acquistare la vostra musica?
Su tutti i digital store quali Spotify, Itunes. Anche su Soundcloud.com e diverse tracce anche su YouTube. Abbiamo anche i supporti fisici dei CD i quali li distribuiamo ai nostri concerti dal vivo.

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