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Rakim: “Stiamo assistendo alla devoluzione del rap”


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Sin dalle sue origine più primordiali il rap è stato un genere musicale a cui è stata data grandissima importanza al “Messaggio” con la M maiuscola, piuttosto che al ritmo, ai suoni o al video collegato allo stesso brano. “The Message” coì era definito il succo fondamentale di ogni singolo brano e gli artisti, soprattutto quelli fortemente legati a questo concetto originale, cercavano in tutti i modi possibili di far arrivare il messaggio prima di tutto. Poi c’era lo stile, la tecnica, la coreografia, e tutto il bel contorno che una cultura “appariscente” come quella dell’hip hop ci potesse mettere dentro. E’ anche vero che nel corso degli anni ci sono state schiere di rappers che hanno dato un po’ meno spazio al messaggio impegnato, a quel “contenuto concreto” che era la base di un pezzo rap, per darne di più alla pura evoluzione stilistica o a tematiche meno impegnate ed impegnative ma più frivole e rilassanti. E come in tutti i generi c’è sempre un’evoluzione legata ai contesti sociali, alle contaminazioni, ai periodi storici ed alle esigenze puramente commerciali. Negli ultimi anni la musica rap, che da sempre si è fatta portatrice di messaggi reali attraverso le liriche di artisti che hanno saputo raccontare tematiche scottanti ma “real”, vede il dilagare di nuove realtà, che per il modo di cantare, di produrre e per la tipologia di musica, tematiche e testi sono lontanamente classificabili nel mondo del rap. Una miriade di giovanissimi, spesso molto appariscenti nell’aspetto, e che con voci modificate dalle più svariate apparecchiature elettroniche, cavalcano ritmi talmente veloci e sincopati che poco hanno a che vedere con il classico “boom bap”. Questo succede nella nostra amata Italia, dove un giovane Sfera Ebbasta afferma di non conoscere i Sangue Misto, ma ancora di più lo si vede in America dove il rap ha avuto le sue storiche origini e dove l’evoluzione stilistica ha raggiunto le sue massime forme. E’ proprio uno dei maggiori esponenti della Golden Era del rap americano a parlare in merito a questa “scomoda” faccenda. Pochi giorni fa su Twitter il leggendario Rakim, conosciuto anche come The God Mc, ha lanciato un monito importante.

“You are now witnessing the devolution of rap music,” Rakim said. “The death of poetry and smoothness, they use this. The absence of a message. The inability to create meaningful change through words and verses, but the worse is, they don’t even know they hurt this artful purpose, it’s tragic.”

“Stiamo assistendo alla devoluzione della musica rap”, ha detto il rapper di New York, – “Questa è la morte della poesia. Siamo testimoni dell’assenza di un messaggio davanti all’incapacità di creare un cambiamento significativo attraverso parole e versi”. Ancora con più rammarico, Rakim afferma che il peggio è la mancanza di consapevolezza da parte delle nuove generazioni di rappers, di aver ferito e tradito il vero scopo del rap. A dare sostegno alle parole di Rakim è intervenuto un altro mostro sacro della musica nera, il leggendario produttore Quincy Jones, che in una recente intervista ha dichiarato che, ad eccezione di Chance The Rapper e Kendrick Lamar, la musica rap che sta uscendo in America è senza valore. “Gli artisti di oggi ed i moderni produttori sono “avidi” ed ignari della storia” sostiene Quincy Jones. La situazione americana è davvero singolare se pensiamo che un giovane come XXXtentacion, che ha venduto milioni di copie delle sue ultime produzioni trap, ha dichiarato in un’intervista, di essere meglio di Tupac Shakur o peggio ancora se ricordiamo l’infelice uscita di Lil Yachty che nel 2016, in un’intervista a Billboard, affermò che Notorius BIG fosse stato un artista sopravvalutato. Si sta creando una grossa spaccatura nel mondo della musica rap con una netta separazione tra coloro che sostengono il modo tradizionale di fare rap e le nuove generazioni che hanno fatto della trap la nuova frontiera della musica del ghetto. A questo punto la domanda che molti si sono fatti, dopo lo strale avvelenato di Rakim su Twitter; e se the God MC (proprio come amava chiamarlo Tupac) ritornerà sui beats con nuova musica e nuovi messaggi tanto da far ricredere tutta la nuova scena. Noi staremo a guardare!

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