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Mellow Mood: la Jamaica è a due passi


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In occasione dei vent’anni di attività del Cotriero, noto locale estivo della costa ionica salentina, abbiamo avuto il piacere di incontrare Mellow Mood, che da circa cinque anni non tornavano a suonare nel tacco d’Italia. I due gemelli di Pordenone con la loro band sono attualmente la realtà reggae nostrana più conosciuta a livello internazionale e riuscire a scambiare due chiacchiere con loro di questi tempi non è facilissimo. Tanti gli impegni lavorativi che li vedono presenti sui più importanti palchi italiani ed europei e quindi l’occasione di averli dal vivo in Salento era un’opportunità che non potevamo perdere. Li abbiamo incontrati dopo il loro strepitoso live e ci siamo fatti raccontare un bel po’ di novità.

Sono passati quasi dieci anni dall’uscita di Move! Il vostro disco d’esordio. Chi sono i Mellow Mood nel 2018? Cosa è cambiato?
Qualcosa è cambiato. Innanzitutto la band è stata ridotta, infatti prima c’erano anche i fiati. Siamo di meno sul palco ma di più ‘dietro le quinte’ insieme a tante valide persone competenti come Paolo Baldini. Oggi siamo più vecchi e più stanchi ma anche più consapevoli. Siamo cresciuti nella musica. I primi dischi erano basati sulla sperimentazione, l’ultimo invece è più omogeneo.

Nel vostro ultimo lavoro “Large” nei testi siete stati aiutati dall’artista Solo Banton. Perché avete scelto lui?
Cercavamo aiuto da un cantante e il famoso gruppo Dub Inc ci ha consigliato lui. Solo Banton è una bravissima persona e poi fa parte della scena musicale internazionale e anche questo aspetto è stato molto importante per noi.

Siete attualmente la band reggae italiana più conosciuta a livello internazionale. Cosa significa per voi portare l’Italia in giro per il mondo?
Non so se noi possiamo essere considerati degli ambasciatori, ma se così fosse sarebbe una bellissima cosa che ci onora.

Voi che girate il mondo con il tour quale tipo di pubblico incontrate? La musica reggae è vista allo stesso modo in ogni Paese?
Le differenze ci sono ed ogni posto è unico ed ha le sue caratteristiche. Dipende da ogni Paese e da come è vissuta la musica. Quello che possiamo dire è che abbiamo trovato un pubblico speciale e pieno di calore ovunque.

Da sempre utilizzate il patois nelle vostre canzoni. Avete mai pensato di scrivere qualcosa in italiano per arrivare maggiormente al nostro pubblico?
L’abbiamo pensato spesso ed abbiamo più volte provato ma non siamo mai stati soddisfatti del risultato abbandonando così l’idea. Però sarebbe una cosa da fare nel rispetto della lingua e della cultura italiana.

Quest’anno siete stati in classifica in Jamaica. Per una reggae band italiana questo è un punto di arrivo o una nuova partenza?
In realtà entrambe. Ogni arrivo è una nuova partenza. Siamo davvero contenti di questo nuovo traguardo.

Siete stati scelti per il ventesimo anniversario di un posto storico come il Cotriero. Quale significato ha per voi suonare nel Salento in un’occasione come questa?
Nel Salento questa è stata solo la seconda volta che venivamo per un concerto e per noi è stato un onore cantare in questo posto che ha dato tanto alla musica reggae. Abbiamo trovato tanta bella gente ed un pubblico caldo ed accogliente. Speriamo di tornarci presto.

La musica reggae oggi ha lo stesso significato socio politico del passato o pensate che abbia avuto dei cambiamenti?
La musica nel passato aveva un significato per il periodo storico che stava vivendo, oggi invece ne ha un altro soprattutto con l’avvento del mainstream. Nella musica reggae sicuramente qualcosa è cambiato ma ci affidiamo alle nuove generazioni. Sono loro che oggi hanno il compito di dare alla musica il giusto significato e a noi artisti il compito di saperla diffondere.

#ventidicotriero Mellow Mood

#ventidicotriero Mellow Mood. Ci vediamo stasera per #Apulianblackconnection , special guest: #djlugi. Cotriero as usual!

Pubblicato da Cotriero su Venerdì 10 agosto 2018

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Pubblicato da Cotriero su Venerdì 10 agosto 2018

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