Scroll to top

King Kietu: musica isolana


No comments

Il progetto TDE con Dr. Boost è nato diversi anni fa. Racconta di cosa si tratta.

Dopo una pausa di qualche anno, in cui ci siamo dedicati a progetti individuali, nel 2017 io e Dr.Boost abbiamo deciso di riprendere a suonare insieme. La soluzione più efficace ci è sembrata recuperare il progetto Tostoine nato nel 1999. Nella sua evoluzione è diventato un contenitore in cui abbiamo inserito le nostre passate produzioni   totalmente riarrangiate, come in 18indub, e proponendone di fresche come le ultime Peaceful warrior in feat con Forelock e  Low Dem Down in feat con Screwface. 

Low Dem Down è l’ultimo vostro singolo con la collaborazione di Screwface. Com’è stato concepito il lavoro?

Screwface è un cantante/produttore del sud Sardegna molto versatile su diversi generi musicali. Il reggae/dub è sicuramente il genere su cui ha fatto più strada. Amiamo molto collaborare con artisti sardi, è una cosa che facciamo da molti anni, sono degli ottimi pretesti per creare unità e scambi culturali. Mi piace pensare che con queste collaborazioni si possa fare una nostra fotografia della storia del reggae sardo. Per ogni produzione uno scatto che rimandi a un periodo storico delle nostre vite, che ci possa far ricordare in futuro come stavamo. Nel tempo ci si può perdere di vista ma quella fotografia, per chi ha voglia di osservarla, resta indelebile. Vedo la musica anche come un importante strumento antropologico. Sono contento che anche Screwface sia entrato nel nostro libro di famiglia.

Il brano è corredato dal videoclip, cosa vuoi dire a riguardo?

Il video della traccia Low Dem Down è nata dall’idea del regista e video maker Mirko Decandia della Green Grass music film e Dr.Boost. La storyboard è stata ideata nel novembre del 2019 e il video girato a dicembre, diciamo quindi in tempi ancora non troppo difficili. L’intuizione di usare tute e mascherine nel video purtroppo si è rivelata giusta. Nessuno si poteva immaginare una realtà cosi confusa come quella che stiamo vivendo ora. Il video di Low Dem Down credo sia pionieristico di un immaginario artistico che dovremmo probabilmente ricostruire.

È difficile lavorare con l’arte in Italia? 

Se parliamo della realtà pre-pandemia, sicuramente è stato difficile lavorare con l’arte ma non impossibile. A differenza di altri Paesi le competenze artistiche e tecniche in Italia dovevano essere le più ampie possibili, molto agili e con un approccio creativo e rapido al cambiamento. La delimitazione tra i ruoli artistici e tecnici nella maggior parte dei casi non è stata cosi netta in Italia. Capita al produttore delle musiche di curare le pubbliche relazioni o al cantante di occuparsi del  mix, o può capitare che il fonico deve  avere anche delle buone competenze video…. Insomma, riuscivi a lavorare possedendo un’ampia gamma di competenze, il ché non è un bene per la ricerca di professionalità specialistiche altamente qualificate, ma ha permesso a tanti validi artisti e tecnici, di districarsi nel  mercato dello spettacolo con sufficienza, senza dover obbligatoriamente cambiare mestiere. Dopo questa pandemia è cambiato davvero tutto e forse questa cultura italiana dell’arrangiarsi in situazioni difficili  e  con pochi mezzi, potrebbe diventare una forza. Una buona cultura generalista potrebbe avere una visione di insieme più ampia di altri paesi con competenze specialistiche sicuramente di altissimo livello ma  più a compartimenti stagni. Sarà molto difficile lavorare con l’arte in futuro ma fino a quando resterà vivo il desiderio dell’essere umano di esprimersi creativamente, si potrà trovare sempre una soluzione.

Cosa ne pensi della musica che ascoltano i giovanissimi oggi e che riguarda soprattutto la trap?

La distribuzione e la produzione della musica negli ultimi anni è cambiata tantissimo. Viene ascoltata quasi totalmente sui cellulari, rispetto ad alcuni anni fa, in cui si cercava un ascolto di qualità su impianti domestici dedicati. La cultura musicale dei giovanissimi e anche dei meno giovani, si è sviluppata su youtube più che dai concerti. Cambiando il canale di comunicazione e di riproduzione della musica, penso che cambi anche totalmente l’approccio  alla produzione e alla scelta dei contenuti. Devi attirare subito l’attenzione, hai poco tempo per farti notare dentro una immensa quantità di informazioni. La tua musica deve piacere  tra il tempo di un messaggio whatsapp e un cuoricino su instagram. Penso che il ruolo del dj-selecta, delle radio, del ricercatore musicale di cui ti fidi sia nuovamente necessario per farti una idea di cosa ti piace ascoltare. Per quanto riguarda la Trap mi piace il suono.

Siete al lavoro su nuovi progetti discografici?

Si, il cantiere è sempre aperto, non si smette mai di produrre musica. Per il momento ufficialmente è prevista l’uscita delle Dub Version dei due brani Peaceful Warrior e Low Dem Down. Altre sono in costruzione, devono solo trovare il giusto spazio.

Related posts